Brunetta e i dipendenti pubblici
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Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Il male va curato soltanto se si cerca e identifica la causa e il nome. Questo male, l'assenteismo il fannullismo ecc... vive unicamente perchè, nelle pubbliche amministrazioni è valido SOLTANTO il principio della raccomandazione. Dalle carriere agli spostamenti del personale. Quando poi si parla di avanzamenti di carriera per meriti i dirigenti risopondono al personale che non possono fare niente, che non dipende da loro, che ci vogliono i concorsi. Quando si fanno i concorsi vince chi è raccomandato (indovinate da chi?.. si dai politici e dai dirigenti) e non chi ha meriti. Risultato? Chi lavora ed è capace, vedendosi sorpassare si demotiva e si arrabbia, infine si arrende. Il fatto è che conviene che il dipendente sia demotivato in modo che si crei il bisogno di appaltare a ditte esterne. Quante ditte esterne ci sono nelle pubbliche amministrazioni? Chi le paga, il dipendente pubblico o il dipendente privato? Ecco che la barca è la stessa, una volta si fora da un lato e una volta dall'altro, tutti si lamentano quando il foro viene fatto dal lato loro e mai si mettono daccordo a prendere a calci colui che si diverte a forare la barca comune.
non restare chiuso qui, pensiero...
Si riportano argomenti dal forum POLITICA al forum DIPENDENT
Si riportano alcuni argomenti del forum -POLITICA- al forum -DIPENDENTI PUBBLICI- l'ADMIN
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Re: LA POLITICA
Da Toni Oggi a 12:25
Niente discussioni. I dipendenti pubblici vanno segati. Queste sono soltanto le prime conquiste del governo
Toni - allevatore
Toni Ospite
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Re: LA POLITICA
Da pasquino33 Oggi a 9:35
Io credo che il problema sia solo quello: di tutta l'erba un fascio.
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Re: LA POLITICA
Niente discussioni. I dipendenti pubblici vanno segati. Queste sono soltanto le prime conquiste del governo
Toni - allevatore
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Re: LA POLITICA
Io credo che il problema sia solo quello: di tutta l'erba un fascio.
Quando accade ciò si genera un doppio problema: il primo è quelo che si evidenzia l'incapacità dei governati al saper analizzare intercettare e selezionare le persone o il problema ed infine risolverlo (sono pagati per questo). Il secondo è rappresentato dal danno di aver infuso e generato un comportamento dannoso. Il comportamento dannoso è quello che ne consegue quando si dimostra e insegna, che essere bravi o cattivi sia la stessa cosa e produce stessi meriti e castighi. E' in questo modo che nascono categorie di persone, alla società, dannose. E chi ne fa le spese è chi nella società vive.
Noi siamo nella società?
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Re: LA POLITICA
piaga dell'assenteismo - A parte che se leggete bene ho espresso il concetto che non si debe fare di tutta un'erba un fascio... ma se poi volete tenervi lo stato di diritto e continuare a sborsare soldi "cioè tasse" per mantenere i diritti di coloro che vogliono fare i furbetti e spassarsela alle spalle dei poveri "stupidi" che non sono mai malati che non trovano espedienti per starsene a casa a farsi gli affari propri oppure ad avere un secondo lavoro dopo che il solito collega gli timbra il cartellino nel posto pubblico... e sono cose che si sentono tutti i giorni sia nei notiziari che sui quotidiani... datemi pure addosso tanto lo capisco che sta cosa da fastidio a molti, infatti è un tema che nessun governo prende sul serio e non cerca la soluzione.... sarebbe antipopolare e controproducente sul piano politico ed elettorale.... ma come fate a non capire che questa piaga che incide in maniera esponenziale sul bilancio dello stato e anche nelle aziende private deve essere debellata.
D'altro canto non ho una soluzione per tutelare chi veramente ha qualche malanno stagionale oppure vere malattie che debbano essere curate con diverso tempo di assenza dal proprio lavoro. date voi un'idea a questo dilemma... ma mettevi anche nei panni di chi deve far funzionare una ditta sia pubblica che privata nell'interesse della collettività.. già, forse è meglio aspettare che si arrivi al fallimento come per l'Alitalia.
calimero
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Re: LA POLITICA
Calimero ma che cavolo dici? Ma che credi che i dipendenti pubblici siano quelli che dici tu? Gli infermieri, gli analisti sono indifendibili??? Allora fa bene chi di noi considera i malati privati peggio di quelli pubblici, tanto visto come ci considerano quelli come te... ma che cavolo hai scritto ???
Oreste infermiere
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Re: LA POLITICA
Scusate ma questo argomentolo avevo aperto io, non nel forum -POLITICA-, ma proprio in -I DIPENDENTI PUBBLICI-, non sarebbe meglio ed anche piu completo, se spostaste le vostre osservazioni di la in quel forum? e poi GS e CALIMERO, invece di pizzicarvi perchè non cercate di aiutarvi a vicenda a capire?
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Re: LA POLITICA
Se Calimero si riferisce al me, - difendere gli indifendibili - evidentemente non distingue la differenza tra uno stato di Diritto in una democrazia occidentale e le forme di giustizia sommaria.
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Re: LA POLITICA
Perchè che sta succedendo ai dipendenti pubblici?
Non voglio matusalemme tra i piedi, matematica ti odio!
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Re: LA POLITICA
Un giorno qualcuno che voleva togliersi dai piedi una categoria di persone, diede fuoco a Roma e ne addossò la colpa, seguirono arresti, uccisioni, crocifissioni ecc.... Oggi per affidare, forse, a società private i guadagni, o per ridurre e licenziare, si incolpa una categoria di assenteismo e accidia. Ma il punto è un'altro:
è vero, come sostiene Capri, che il pesce puzza dalla coda? scusa calimero, ma il far di tutta un'erba un fascio non chiarifica i motivi "della coda che puzza". In altre epoche, buie, quando non si comprendevano i motivi di una infezione si amputavano gli arti, ma v'era la giustificazione posta in essere dallo stato di ignoranza collettiva che oggi non abbiamo. Il fare di tutta un'erba un fascio senza ricercare i motivi, è la caratteristica comportamentale che contradistinque colui, o coloro, che non pensano.
Un giorno qualcuno potrebbe voler togliersi dai piedi qualche altra categoria magari, coltivatori, piccoli commercianti, tassinari, tabbaccai, fruttaroli... oppure la categoria dove eserciti tu Calimero, cosa credi che faranno i dipendenti pubblici?
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Re: LA POLITICA
dipendenti pubblici - A quanto mi par di capire c'è ancora qualc'uno che vuole a tutti i costi difendere l'indifendibile, cioè la categoria dei fannulloni e scansafatiche che maggiormente si annida presso posti prettamente pubblici o statali, basta farsi un giro per i vari uffici .... motorizzazione... enti vari,..... asl usl... e ministeri.... che si può ammirare la solerzia con cui i dipendenti pubblici svolgono il loro dovere.
Ma basta per favore fare del vittimismo.. se nella nostra società qlk ruba o trova il modo per prendersi uno stipendio senza fare nulla per meritarselo... dall'altra parte c'è ancora il popolo Italiano che deve metterci dei soldini per questi..... "già, ma tanto chissenefrega pensa il furbastro " a me basta tirare sera e lavorare il meno possibile.... fanc..... tutti!
Chiaro che non sono tutti cos'ì i dipendenti pubblici e privati..... menomale!
Ma come arginare il fenomeno dell'assenteismo, del c...o, di chi timbra e poi va a farsi un'altro lavoro?
Ma possibile che ci debbano essere sempre quelli che fanno i parassati della società... e quelli che ....."poverini" il protezionismo non porta a nulla di positivo e
di costruttivo e nemmeno da del nostro paese un'immagine brillante....
ma forse voi siete tutti dipendenti pubblici e allora capisco tutto.......calimero
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Re: LA POLITICA
<BLOCKQUOTE>
capri2007 il 29-04-2008 ha scritto:E' vero il centro sinistra è stato licenziato, ma
chissà se questi mantengono la promessa di togliere l'ICI?
ci credete? Io non tanto
Capri, oggi possiamo vedere che hanno tolto l'ICI, ma che hanno tolto anche dei diritti fondamenteli ai dipendenti pubblici. Hanno stabilito che tutti coloro che sono stati inseriti nel decreto, mentono quando dicono di star male, che esistono 3 Italie, all'interno delle quali si è fatto di tutta un'erba un fascio: </BLOCKQUOTE>
- la prima di cittadini pubblici bugiardi,
- la seconda di cittadini pubblici (magistrati, forze dell'ordine, professori, vigili del fuoco) che dicono la verità,
- la terza Italia composta da dipendenti privati; cittadini che dicono esclusivamente la verità.
Leggo e immagino un Decreto Collodi, fatto apposta per Pinocchio e Lucignolo, lavativi e bugiardi per antonomasia, dove la verità e la bugia siano lo star male davvero o per finta.
Quindi oggi si può anche pensare che, essendoci tra gli italiani dei ladri, come in ogni nazione, potremmo forse per decreto, mettere in galera tutti gli italiani. Et volilà!! Per decreto abbiamo risolto il problema dei furti e della tanto sbandierata sicurezza. Che geni! Come mai tutti gli altri governi non ci avevano pensato prima!
[b] Saluti e buona navigazione
l'Amministratore
l'Amministratore
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Tony che te puozza venì un'alluvione, ma di chille forti, e che te pozza venì stu guajo channo 'n ce sta gnisciuno dipendente pubblico in servizio. Hai voja a chiammà aiuto pe te e pe chille povere bestie che allevi! e me dispiace giusrto pe le bestie!!

Carmelo

Carmelo
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Podda, sarà quello che era a capo dei sindacati cgil dei monopoli negli anni 80 ?A me non importa tanto Podda o non Podda Zach! privatizzato il monopolio! Dipendenti Pubblici o non, Zach! prossima tappa privattizzare tutta l'italia- Zaach anche sui Dipendenti Zaack anche sulle case degli Enti pubblici e terreni! Zacck su tutto!! Forza Nord
Tony - allevatore
Tony - allevatore
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Comunicato Stampa di Carlo Podda
Segretario Generale Fp Cgil
Assenteismo nella P.A.: gli effetti perversi, pericolosi ed irrealizzabili
del Decreto “Tremonti”.
La Fp Cgil è d’accordo ad assumere iniziative concrete per individuare e punire quei dipendenti pubblici che, truffando la pubblica Amministrazione e i cittadini fruitori di servizi, si sottraggono illegalmente all’obbligo di prestare la propria attività lavorativa.
Abbiamo introdotto a questo riguardo, non più di tre mesi fa e per via contrattuale, sanzioni disciplinari ancora più severe che prevedono anche il licenziamento in tronco del pubblico dipendente.
Il modo con il quale il Governo, invece, ha trattato finora il tema delle assenze per malattia fra i dipendenti pubblici sembra essere la cartina di tornasole di un approccio alle questioni che riguardano la Pubblica Amministrazione, la sua funzionalità ed efficienza di grande annuncio e di poca sostanza.
Non si dice, ad esempio, che l’incidenza per malattia nel pubblico impiego è sostanzialmente pari al tasso riscontrabile nel mondo del lavoro privato né si evidenziano le numerose realtà lavorative, che dovrebbero essere assunte ad esempio, dove grazie a modelli organizzativi sostenibili e partecipati quel tasso di incidenza scende fino a livelli quasi impercettibili.
Il Decreto “Tremonti” assume scelte assolutamente prive di quei requisiti di responsabilità, consapevolezza, fattibilità ed utilità che interventi così delicati presupporrebbero.
Si è deciso in maniera autoritaria di intervenire sul tema delle certificazioni disponendo che il pubblico dipendente (a differenza della totalità dei cittadini) non può più farsi certificare il proprio stato di malattia dal medico di famiglia, a tutti gli effetti Servizio Sanitario Nazionale, e si è disposto il rinvio di tale responsabilità a generiche “strutture sanitarie pubbliche”.
Una scelta non solo lesiva di un principio di uguaglianza dei cittadini ( lavoratori pubblici o privati che siano), ma soprattutto assolutamente irrealizzabile senza ulteriori interventi normativi e finanziari.
Il Ministro Tremonti ed il Governo sanno che i servizi sanitari regionali, così come già evidenziato dagli stessi Governatori, non sono in grado di sostenere i costi di questa nuova competenza (soprattutto a fronte dei previsti ulteriori tagli al Fondo Sanitario Nazionale), sanno che sarà praticamente impossibile per le ASL garantire la certificazione nel domicilio privato e sanno anche che quei lavoratori che potranno accedere a questa certificazione potrebbero essere paradossalmente quelli che più di altri e strumentalmente abusano dell’assenza per malattia (solo chi sta bene riuscirà a raggiungere la ASL o i già intasati Pronto Soccorso degli Ospedali per farsi fare una certificazione a giustificazione dell’assenza).
Il Governo, i Ministri Tremonti e Brunetta in testa hanno assunto opzioni irrealizzabili, inutili e controproducenti.
Prendano atto dell’impraticabilità del decreto 112.
Su questo come su tutti gli altri temi che riguardano la pubblica Amministrazione il Governo apra il confronto con i sindacati: come sempre, se ce ne sarà data l’opportunità, offriremo le nostre proposte per la reale soluzione dei problemi.
Roma 1 luglio 2008
Segretario Generale Fp Cgil
Assenteismo nella P.A.: gli effetti perversi, pericolosi ed irrealizzabili
del Decreto “Tremonti”.
La Fp Cgil è d’accordo ad assumere iniziative concrete per individuare e punire quei dipendenti pubblici che, truffando la pubblica Amministrazione e i cittadini fruitori di servizi, si sottraggono illegalmente all’obbligo di prestare la propria attività lavorativa.
Abbiamo introdotto a questo riguardo, non più di tre mesi fa e per via contrattuale, sanzioni disciplinari ancora più severe che prevedono anche il licenziamento in tronco del pubblico dipendente.
Il modo con il quale il Governo, invece, ha trattato finora il tema delle assenze per malattia fra i dipendenti pubblici sembra essere la cartina di tornasole di un approccio alle questioni che riguardano la Pubblica Amministrazione, la sua funzionalità ed efficienza di grande annuncio e di poca sostanza.
Non si dice, ad esempio, che l’incidenza per malattia nel pubblico impiego è sostanzialmente pari al tasso riscontrabile nel mondo del lavoro privato né si evidenziano le numerose realtà lavorative, che dovrebbero essere assunte ad esempio, dove grazie a modelli organizzativi sostenibili e partecipati quel tasso di incidenza scende fino a livelli quasi impercettibili.
Il Decreto “Tremonti” assume scelte assolutamente prive di quei requisiti di responsabilità, consapevolezza, fattibilità ed utilità che interventi così delicati presupporrebbero.
Si è deciso in maniera autoritaria di intervenire sul tema delle certificazioni disponendo che il pubblico dipendente (a differenza della totalità dei cittadini) non può più farsi certificare il proprio stato di malattia dal medico di famiglia, a tutti gli effetti Servizio Sanitario Nazionale, e si è disposto il rinvio di tale responsabilità a generiche “strutture sanitarie pubbliche”.
Una scelta non solo lesiva di un principio di uguaglianza dei cittadini ( lavoratori pubblici o privati che siano), ma soprattutto assolutamente irrealizzabile senza ulteriori interventi normativi e finanziari.
Il Ministro Tremonti ed il Governo sanno che i servizi sanitari regionali, così come già evidenziato dagli stessi Governatori, non sono in grado di sostenere i costi di questa nuova competenza (soprattutto a fronte dei previsti ulteriori tagli al Fondo Sanitario Nazionale), sanno che sarà praticamente impossibile per le ASL garantire la certificazione nel domicilio privato e sanno anche che quei lavoratori che potranno accedere a questa certificazione potrebbero essere paradossalmente quelli che più di altri e strumentalmente abusano dell’assenza per malattia (solo chi sta bene riuscirà a raggiungere la ASL o i già intasati Pronto Soccorso degli Ospedali per farsi fare una certificazione a giustificazione dell’assenza).
Il Governo, i Ministri Tremonti e Brunetta in testa hanno assunto opzioni irrealizzabili, inutili e controproducenti.
Prendano atto dell’impraticabilità del decreto 112.
Su questo come su tutti gli altri temi che riguardano la pubblica Amministrazione il Governo apra il confronto con i sindacati: come sempre, se ce ne sarà data l’opportunità, offriremo le nostre proposte per la reale soluzione dei problemi.
Roma 1 luglio 2008
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Il decreto sui dipendenti parassiti fannulloni che speculano sulla malattia, ma si bene! E i parlamentari che speculano sulla pensione "guadagnata" in quattro e quattrotto? Dipendenti pubblici fannulloni non sono anche quei deputati o senatori che non partecipano quasi mai alle sedute? Facciamo anche di loro tutta un'erba e un fascio?
Oppure ci beiamo solo dei provvedimenti restrittivi per i piccoli? Ma davvero questa è la guerra tra poveri, felici quando il loro vicino viene colpito e piangono lacrime di coccodrillo quando colpiti a loro volta, il vicino è indifferente?
Questa non è polemica ma pensiero. Pensiero che fa nascere altro pensiero.
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Adele ha scritto:Urbino, 14 luglio 2008Mi chiamo Adele, lavoratrice part-time in una libreria, con marito dipendente pubblico. Sono davvero costernata di come in Italia tutte le gran belle parole che si dicono, non producano altro che qualcosa di brutto. Mi riferisco ai problemi che non si risolvono. Come ad esempio essere lavoratrice madre senza asili efficenti, e tante altre cose. Mio padre mi racconta che quando ero bambina non venivano retribuiti ai lavoratori i primi 3 giorni di malattia. Oggi assisto a questo decreto che sembra voler riportare indietro di 50 anni i lavoratori pubblici. Ma ci rendiamo conto che si sta parlando dei diritti dei lavoratori. Che siano oggi pubblici, o domani privati, non riusciamo a capire che ci stanno soffocando piano piano e una categoria alla volta? Caro Pasquino io capisco la tua satira, ma capisco anche l'amarezza di Alfiero. Non capisco tutti nostri "simili" che sono davvero molto molto distratti, a tal punto da non vedere una spada sopra il loro collo.Adele
Mi permetto di scrivere due piccole cose.
Forse non è che nn si vede la spada sopra il collo è che forse vivere in questo modo non porta a nessun risultato se non a uno stress continuo perciò se uno cerca di vivere un pò (non dico tanto) felicemente il tempo che viviamo in questa epoca che c'è di male ??? la vita è tanto breve, si certo mi arrabbio anch'io fra debiti, lavoro problemi di salute ... tutto questo è nella vita di ognuno di noi, ma visto che incacchiarmi non porta a nessun riultato se posso, e dico se posso, cerco di vivere al meglio quel poco (o meglio dire tanto) di bello che ho.
Questo non significa non rendersi conto di quanto accade semplicemente significa non finire la giornata a farmaci o altro.
E poi se posso permettermi .... quando qualcuno dice che sta male o che gli manca questo o quello ... si è mai soffermarto a pensare a chi sta veramente male ????
Andate un giorno in ospedale (che è la cosa più vicina a noi) poi mi direte se state davvero così male!!
p.s. a Blister posso a questo punto rispondere che penso di stare abbastanza bene .... se penso a cosa c'è di peggio io sto in Paradiso
bacioni..."C'è un destino che ci rende fratelli. Nessuno di noi cammina da solo.Tutto
ciò che portiamo nella vita degli altri, ritornerà in quella nostra!"...
ciò che portiamo nella vita degli altri, ritornerà in quella nostra!"...
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Urbino, 14 luglio 2008
Mi chiamo Adele, lavoratrice part-time in una libreria, con marito dipendente pubblico. Sono davvero costernata di come in Italia tutte le gran belle parole che si dicono, non producano altro che qualcosa di brutto. Mi riferisco ai problemi che non si risolvono. Come ad esempio essere lavoratrice madre senza asili efficenti, e tante altre cose. Mio padre mi racconta che quando ero bambina non venivano retribuiti ai lavoratori i primi 3 giorni di malattia. Oggi assisto a questo decreto che sembra voler riportare indietro di 50 anni i lavoratori pubblici. Ma ci rendiamo conto che si sta parlando dei diritti dei lavoratori. Che siano oggi pubblici, o domani privati, non riusciamo a capire che ci stanno soffocando piano piano e una categoria alla volta? Caro Pasquino io capisco la tua satira, ma capisco anche l'amarezza di Alfiero. Non capisco tutti nostri "simili" che sono davvero molto molto distratti, a tal punto da non vedere una spada sopra il loro collo.
Adele
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Alfiero, ma allora mi fai capire che Montecitorio si dovrebbe trasferire alle Terme di Caracalla. Quel che scrivi lascia trasparire una politica da bagni e terme Caracaliane o da "semplice" bagno turco!
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Il punto è che tutti quelli che stanno male si lamentano in modo scoordinato, e anche chi dovrebbe coordinarci, sotto sotto, tra una pausa e l'altra, parla con l'avversario di streching, yogurt, viaggi, depilazioni, piercing e profumi e si perde tutta l'aggressività e incisività della politica. Questo, nel petrolio, Confindustria ecc.. non succede. Risultato: le nostre chiappe a strisce.
Alfiero
Alfiero
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Ringrazio Alfiero e Filippa per le loro riflessioni, ma il punto è questo: parliamo di sport, viaggi, tv e altro perchè siamo "addormentati" o perchè stiamo bene?
Ingrosso - infissi, porte, zanzariere, tende - TERAMO.
Sniff, sniff ! Sento odore di ... divertimentooooooooo.
Sniff, sniff ! Sento odore di ... divertimentooooooooo.
Re: Brunetta e i dipendenti pubblici
Alfiero ha scritto:Anestetici?... Ma guardiamoci attorno, siamo davvero tutti anestetizzati. Negli anni 60 non tutti avevano il frigorifero. la lavatrice, la tv. La carne, per molti, era il cibo della domenica. L'abbigliamento, a cominciare dalle scarpe, non offriva certo quei comfort di oggi, e l'orario di lavoro era di gran lunga maggiore rispetto ad oggi. Era presente una lotta di classe che oggi non c'è. Anestetici? ... Ma guardiamoci attorno, se oggi qualcuno parla sempre di politica, cosa normalissima negli anni 60, è preso per un menagramo, un personaggio pesante. Oggi la persona con il quale dialogare non è piu il sindacalista, ma colui che ci parla di vacanze, sport, donne o uomini, viaggi ecc..
Guardiamo dall'altra parte della barricata e poniamoci una domanda: coloro che detengono il potere economico, hanno mai smesso di parlare dei loro interessi? Ecco facile il conto: qualcuno va giu e qualcuno va su, Continuiamo a parlare di sport.
inc..zz..tmo Alfiero
Bologna
Continuiamo ??? ma perchè? qualcuno aveva smesso ??????
..."C'è un destino che ci rende fratelli. Nessuno di noi cammina da solo.Tutto
ciò che portiamo nella vita degli altri, ritornerà in quella nostra!"...
ciò che portiamo nella vita degli altri, ritornerà in quella nostra!"...
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